Eccessivo è il dolor quand'egli è muto – Rassegna Stampa

 

Teatro Malibran, Venezia – Eccessivo è il dolor quand’egli è muto.

‘ l’operina viene affiancata all’altrettanto breve cammeo di Silvia Colasanti, Eccessivo è il dolor quand’egli è muto, dal Lamento di Procri di Francesco Cavalli: un distillato elegante, su timbri raffinati, con la voce di cristallo di Silvia Frigato’
Carla Moreni – Il Sole 24 Ore

Intitolato con i versi che chiudono il lamento, “Eccessivo è il dolor quand’egli è muto”, il pezzo della Colasanti è articolato in tre sezioni con la parentesi vocale, costruita vicina alla prosodia del modello seicentesco, racchiusa fra due momenti di denso spessore sinfonico (il secondo, in particolare, rimanda a modelli impressionistici nel suo colorismo legato all’aurora, elemento chiave nello sviluppo della vicenda della coppia del mito).
Stefano Nardelli – Il Giornale della Musica

Salva e rende replicabile la breve opera (di Krenek) anche l’idea di farne il secondo elemento di un dittico aperto da ‘Eccessivo è il dolor quand’egli è muto’, riflessione coniugatrice di Silvia Colasanti sul Lamento di Procri di Cavalli, capace di utilizzare il linguaggio contemporaneo senza toccare la linea del canto originale.
Federico Capitoni – Repubblica

The first work to be presented was “Eccessivo è il dolor quand’egli è muto.” It is not an opera, and may best be described as an extended aria with a musical introduction, and end piece. Nevertheless, it is an intensely dramatic work and well-suited the stage. The text is taken from Cavali’s “Lamento di Procri,” and explores the pain suffered by Procri, after having been tricked into betraying and, then subsequently, losing Cefalo. The musical introduction is composed in a modern style, and at a distinct distance from the baroque. It is a very unsettling piece, with a dynamic vibrancy and attack which was underscored by the interesting use of percussion, and alerted the listener to the distressing scene which was to follow. The subsequent extended aria was a poignant and evocative composition in which primacy was given to the voice. As Colasanti explained, “The vocal line being almost identical to the 17th century one,” but that “…I modified some of tempos, expanding some parts to make them more lyrical.” The newly composed orchestral accompaniment was perfectly matched, never blandly in unison or simply a dull continuo, but was a rich, colorful background that produced the necessary frisson to interest, and created an ideal emotional complement.
Alan Neilson – Operawire

Der junge italienische Schauspielregisseur Valentino Villa, der im Teatro Malibran zum ersten Mal Oper inszeniert, präsentiert das kurze Stück Kreneks als zweiten Teil eines Diptychons. Es beginnt mit einem „Lamento di Procri“ von Silvia Colasanti, einer der gegenwärtig erfolgreich-sten italienische Komponistinnen. Sie hat auf ironisch-spätromantisch-moderne Art das Procris-Lamento aus Francesco Cavallis Oper „Gli amori d´Apolo e di Dafne“ bearbeitet. Ihr klang-schönes wie intelligentes Stück wurde schon im Juni vergangenen Jahres konzertant im Teatro La Fenice uraufgeführt. Der Doppelabend versteht sich als Hommage an Antike wie Barockoper und spiegelt in Kreneks dodekaphonischer Lesart des Mythos im Geiste der Dreißigerjahre des vergangenen Jahrhunderts und der von Silvia Colasanti modern gebrochenen Musik Cavallis die Dialektik zwischen Moderne und Tradition, Mythos und Gegenwart.
Dieter David Scholz

Misteriosa e mistica è la visione della Colasanti che offre note affascinanti, a tratti di un lirismo quasi spiazzante, in cui riversare tutto il dolore per la perdita della persona amata.
Maria Teresa Giovagnoli

Una partitura coinvolgente, cantata dalla sola Procri, e commissionata dalla Fenice a Silvia Colasanti, una delle migliori compositrici contemporanee, che prende a titolo un verso seicentesco di Francesco Cavalli: Eccessivo è il dolor / quand’egli è muto.
Gianfranco Capitta – Il Manifesto

https://www.connessiallopera.it/…/venezia-teatro-malibran-…/

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