17 luglio 2026, Festival di Avignone
Silvia Colasanti – Orfeo, per voce recitante e ensemble
Suliane Brahim, attrice
Claire Gibault, direttrice d’orchestra
Melologos, Paris Mozart Orchestra
https://www.festivaloffavignon.com/spectacles/10344-orfeo

17 luglio 2026, Festival di Avignone
Silvia Colasanti – Orfeo, per voce recitante e ensemble
Suliane Brahim, attrice
Claire Gibault, direttrice d’orchestra
Melologos, Paris Mozart Orchestra
https://www.festivaloffavignon.com/spectacles/10344-orfeo

22 febbraio 2026
Bunka Kaikan Concert Hall – Tokyo
Bunka Kaikan Chamber Orchestra
Enrico Pagano, direttore
Aria, per archi e percussioni


2 novembre 2025, Parigi
Philharmonie – Cité de la Musique
Paris Mozart Orchestra
Claire Gibault, direttrice
Suliane Brahim, attrice
Orfeo
Testo di Ovidio dalle Metamorfosi


Giovedì 23 ottobre 2025, 20.30
RAI NUOVAMUSICA
Auditorium Rai “A. Toscanini”, Torino
DANIEL KAWKA direttore
ANNA TIFU violino
ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI
Esercizi per non dire addio
Concerto per violino e orchestra.

Repliche:
domenica 19 ottobre, h. 11 e h. 14.30
domenica 23 novembre h. 14
lunedì 1 dicembre h. 14.30 e h. 20
martedì 2 dicembre h. 11 e h. 14.30
TRAILER (Teatro alla Scala)
INTERVISTA SU ANNA A. (Teatro alla Scala)
NEL NOME DI ANNA A.
(Fondazione Milano per la Scala)
Mark S Jordan – Seenandheard international
“Il brano di Colasanti è stato immediatamente coinvolgente ed evocativo, utilizzando uno sfondo tonale che generava dissonanze a fini espressivi.
(…)Colasanti ha scelto di affrontare l’oscurità con una scrittura orchestrale essenziale, evocativa ed espressiva, e con una toccante scrittura vocale per controtenore, qui interpretata con potenza e compostezza da Tim Mead. La scrittura ha messo alla prova l’estensione di Mead, da una voce di petto tenorile fino a penetranti note acute, e lui ha assaporato la sfida con un timbro radioso.
Il brano è stato accolto calorosamente e lascia l’ascoltatore desideroso di ascoltare altro dell’opera di Colasanti.
Daniel Hathaway, Cleveland Classical
Fabio Luisi dirige la Cleveland Orchestra in un affascinante abbinamento di opere di Colasanti e Bruckner


“L’ultimo viaggio di Sindbad”, l’opera di Silvia Colasanti conquista il pubblico
Rai News, Fabio Cappelli
Rai Italia, Maria Carfora
‘Poco più di 70’ di musica per soli, coro, voci bianche e piccola orchestra di superba fattura; di assoluta, ma assai consapevole, libertà linguistica; di canto caldo, diretto, aspro e affettuoso; di polifonia sapiente e spesso struggente. Un teatro musicale contemporaneo che coinvolge e turba’
Massimo Bernardini, Huffington Post
Paola De Simone, Connessi all’opera
‘Il motore del tutto, e lo si comprende subito, è in pentagramma. Nella scrittura delicata e folgorante a un tempo di Silvia Colasanti, che con arte robusta e sensibilità sottile narra, descrive e scava fra le pieghe dell’anima seguendo le tante e diverse orme lasciate dalla storia, per tecniche e metriche, per forme e per temi, per timbri e dinamiche.’
Dino Villatico, Il Manifesto
‘La musica tenta vie nuove, che non sono né una ripetizione di formule delle avanguardie concluse, né la restaurazione di sistemi esauritisi. Guarda anche indietro, certo, ma facendo tesoro del lavoro disgregante delle avanguardie, e si avventura a cercare un nuovo sistema di declinare musicalmente il teatro, che non sia né corriva semplicità né astrusa complicazione.’
Luca Fialdini, Operaclick
‘Il teatro non nasconde quello di cui è composto: scrivere musica e occuparsi di teatro musicale dopo quattrocento anni di tradizione occidentale significa salire sulle spalle di quei giganti che ancora oggi allungano le loro ombre sui nostri lavori. Non è possibile non tenerne conto e nella proposta di Silvi Colasanti la memoria del passato è il solido fondamento di un proprio teatro musicale.’
Mauro Mariani, Giornale della Musica
‘L’Ultimo viaggio di Sindbad mette in musica e porta in scena senza sentimentalismi pietistici ma in modo toccante e poetico (lasciatemi usare quest’aggettivo desueto) queste storie di singoli e di un’intera collettività. Tutti gli spettatori, che riempivano la platea del Teatro Nazionale e inevitabilmente dovevano avere le idee politiche più diverse, l’hanno capito e hanno seguito in attento silenzio l’ora e un quarto di questo racconto musicale, per applaudire alla fine con un’intensità e un calore speciali. ‘
‘Un viaggio per mare, un viaggio della speranza, un viaggio all’interno della nostra coscienza, una favola senza tempo, l’allegoria di una tragedia contemporanea, un’opera innovativa che condensa il meglio della tradizione madrigalistica per innervarlo in una sperimentazione innovativa, pacata, padrona dei propri mezzi e della propria ambizione.’
Marina Valensise, Le Salon Musical
‘Un momento di intensa bellezza.
Un invito “a sentire”, oltre che a capire.’
Sonia Remoli, E ora teatro
‘L’autrice, che in diverse occasioni ha dimostrato di padroneggiare perfettamente il linguaggio della musica contemporanea, imbastisce un raffinato tessuto sonoro al servizio della macchina scenica.
Nel racconto convergono e si intrecciano diverse tradizioni culturali e musicali, che Colasanti ha saputo mirabilmente fondere all’interno di una orchestrazione ricca di spunti sonori, timbri e tonalità provenienti anche da diverse tradizioni musicali.’
Lorenzo Pompeo, Left
‘Silvia Colasanti dispiega sottigliezze e malinconie in una musica contemporanea che si ascolta con gusto, si sente come la compositrice ami predecessori come Britten. In un’ora la partitura tocca più registri, sa commuovere, nelle sonorità e nelle vocalità disegna il dramma, la speranza, la paura, il sogno di questi migranti, nel finale con il canto infantile sfiora o anzi tocca quella dolcezza sublime e struggente raggiunta anni fa con la sua opera Minotauro. ‘
Stefano Miliani, Giornale dello Spettacolo
Un atto unico di 70 minuti, incredibilmente emozionante e commovente a cui auguriamo tutto il successo che merita.
Loredana Margheriti, Progetto Italia News
‘Sembrerebbe che comporre un’opera lirica oggi sia possibile. Intendo dire che è possibile realizzare un racconto musicale in 7 quadri tratto dall’attualità e profondamente significativo sul piano intimo. Qui c’è con uno strato sonoro che attiva il DNA musicale di cui siamo fatti cacciando intellettualismi da accapponare la pelle. C’è una vocalità che mischia cautamente l’impostazione lirica, il parlato, il canto naturale.’
Ippolita Papale, Inside the Show

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