Proserpine Recensioni – Lorenzo Tozzi, Il Tempo

L’opera nuova della Colasanti a Spoleto

UNA PROSERPINA SENZA TEMPO
Lorenzo Tozzi

Spoleto – C’era vivida attesa per la riconferma della compositrice romana Silvia Colasanti per l’opera inaugurale della sessantaduesima edizione del Festival dei due Mondi di Spoleto. Dopo il Minotauro dello scorso anno plasmato sulla drammaturgia di Dürrenmatt, questa volta l’indagine sonora sul mito si espande, auspice la traccia narrativa di Mary Shelley ( l’autrice di Frankenstein), sulla vicenda di Proserpina che coinvolge da una parte il rapporto con la madre Cerere, disperata per il suo ratto da parte del Re dell’ Ade Plutone, dall’altra investe e giustifica la nascita delle stagioni con la sua permanenza per sei mesi sulla terra con la madre e sei mesi negli Inferi con il marito ( per espressa volontà del sommo Giove).

Una storia forse lontana dalla realtà, ma qui umanizzata da una musica a tratti quasi espressionista (come nel lamento della madre affranta che ricorda Erwartung) tra la atematicità e l’emergere di micromelodie, ma anche con una vocalità ferrigna, lontana, iper-espressiva. La Colasanti vi si conferma compositrice solida, sicura di sé, sensibile, ma il complimento maggiore che le si può fare, complice anche la sobria ma sempre essenziale regia di Giorgio Ferrara, è quello di aver trovato la giusta temperatura per una storia extratemporale come è il mito, cosa riuscita forse in precedenza solo al Wagner mitopoieutico del Ring. Naturalmente il segno è qui molto più contemporaneo e senza temi ricorrenti, ma l’assenza di un luogo e tempo definiti salta agli occhi da subito anche per i costumi luccicosi (di Vincent Darré) ma con stravaganti cappelli a capitello arcaicizzanti e per una gestualità ieratica e rituale. Quasi tutto femminile il cast con in ottima evidenza le due donne (la matura e introspettiva Proserpina di Disella Larusdottir e la più fragile ed isterica Cerere di Sharon Carty) affiancate da un cast di valore. Prezioso il contributo sul podio di Pierre André Valade che ha guidato l’Orchestra Giovanile Italiana alle prese con una partitura non proprio agevole. Ad un nebuloso e perentorio inizio fa riscontro un finale in dissolvenza con la neve che lentamente invade il palcoscenico. Calorosi consensi e incoraggiamenti.

Proserpine – Immagini

25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Ceres: Sharon Carty Proserpine: Disella Larusdottir
25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Ino: Anna Patalong Eunoe: Silvia Regazzo
25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Sharon Carty interpreta Ceres
25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Iris: Gaia Petrone
25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Lorenzo Grante interpreta Ascalaphus
25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Ceres: Sharon Carty Proserpine: Disella Larusdottir Ascalaphus: Lorenzo Grante
25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Arethusa: Katarzyna Otczyk
25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Eunoe: Silvia Regazzo, Ceres: Sharon Carty, Proserpine: Disella Larusdottir, Ino: Anna Patalong, Ascalaphus: Lorenzo Grante
25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Ino: Anna Patalong Proserpine: Disella Larusdottir Eunoe: Silvia Regazzo
25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Ino: Anna Patalong
25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Proserpine: Disella Larusdottir
25/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, opera: ‘ Proserpine ‘ di Mary Shelley, nella foto Proserpine: Disella Larusdottir, Shades of Hell Caterina Bonanni, Eugenia Faustini, Giulia Gallone, Cecilia Guzzardi, Elisabetta Misasi, Eleonora Pace attori diplomati dell´Accademia d´Arte Drammatica ‘ Silvio d´Amico ‘ di Roma
29/06/2019 62 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo. Opera. Prosperine. Nella foto il direttore e regista Giorgio Ferrara con gli attori dell’Opera Prosperine.

Proserpine inaugura il Festival di Spoleto 2019

L’opera PROSERPINE tratta dall’omonimo dramma di Mary Shelley, con la regia di Giorgio Ferrara, aprirà il Festival, il 28 giugno 2019 al Teatro Nuovo di Spoleto.

27/06/2018 61 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo, spettacolo di lirica Minotauro, nella foto Rene’ De Ceccatty, musiche del Minotauro Silvia Colasanti, Giorgio Ferrara

”Sarà Proserpine di Silvia Colasanti ad inaugurare il sessantaduesimo Festival dei 2 Mondi di Spoleto, il prossimo 28 giugno. La compositrice romana prosegue dunque la sua trilogia sul mito (l’opera precedente era Minotauro, che ha inaugurato la scorsa edizione del festival) e questa volta si è ispirata al poema drammatico di Mary Shelley, adattato da René de Ceccatty e Giorgio Ferrara, che hanno mantenuto la lingua originale inglese. Come dice la Colasanti, l’attenzione di quest’opera in due atti “si concentra sui personaggi femminili, in particolare su Cerere, sottolineando, più che la violenza del ratto, la separazione tra madre e figlia, l’amore di una madre che sfida il potere degli dei e la forza e la solidarietà offerta da una comunità di donne”. Ma, prosegue, “c’è spazio in questo racconto per altri temi altrettanto importanti: la crescita attraverso un amore violento, l’ombra come parte oscura e apparentemente solo negativa dell’uomo o degli episodi della vita, la saggezza come accettazione del chiaroscuro, la linearità – che riusciamo a percepire nell’ottica umana della caducità e della finitudine – che si accompagna alla ciclicità della natura, alle sue perenni alchimie di nascite e morti, di crescita e distruzione, di luce e di ombra. Proserpine è infine una storia di malinconia e di perdita”. Dirigerà Pierre-André Valade, la regia sarà di Giorgio Ferrara e le scene avranno una firma importante, quella di Sandro Chia.”

(Mauro Mariani – Il Giornale della Musica)