L’ultimo viaggio di Sindbad – Stampa

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“L’ultimo viaggio di Sindbad”, l’opera di Silvia Colasanti conquista il pubblico

Rai News, Fabio Cappelli

Rai News


Rai Italia, Maria Carfora


‘Poco più di 70’ di musica per soli, coro, voci bianche e piccola orchestra di superba fattura; di assoluta, ma assai consapevole, libertà linguistica; di canto caldo, diretto, aspro e affettuoso; di polifonia sapiente e spesso struggente. Un teatro musicale contemporaneo che coinvolge e turba’

Massimo Bernardini, Huffington Post

Huffington Post


Paola De Simone, Connessi all’opera

‘Il motore del tutto, e lo si comprende subito, è in pentagramma. Nella scrittura delicata e folgorante a un tempo di Silvia Colasanti, che con arte robusta e sensibilità sottile narra, descrive e scava fra le pieghe dell’anima seguendo le tante e diverse orme lasciate dalla storia, per tecniche e metriche, per forme e per temi, per timbri e dinamiche.’

Connessi all’opera


Dino Villatico, Il Manifesto

 ‘La musica tenta vie nuove, che non sono né una ripetizione di formule delle avanguardie concluse, né la restaurazione di sistemi esauritisi. Guarda anche indietro, certo, ma facendo tesoro del lavoro disgregante delle avanguardie, e si avventura a cercare un nuovo sistema di declinare musicalmente il teatro, che non sia né corriva semplicità né astrusa complicazione.’

Il Manifesto


Luca Fialdini, Operaclick

‘Il teatro non nasconde quello di cui è composto: scrivere musica e occuparsi di teatro musicale dopo quattrocento anni di tradizione occidentale significa salire sulle spalle di quei giganti che ancora oggi allungano le loro ombre sui nostri lavori. Non è possibile non tenerne conto e nella proposta di Silvi Colasanti la memoria del passato è il solido fondamento di un proprio teatro musicale.’

Operaclick


Mauro Mariani, Giornale della Musica

‘L’Ultimo viaggio di Sindbad mette in musica e porta in scena senza sentimentalismi pietistici ma in modo toccante e poetico (lasciatemi usare quest’aggettivo desueto) queste storie di singoli e di un’intera collettività. Tutti gli spettatori, che riempivano la platea del Teatro Nazionale e inevitabilmente dovevano avere le idee politiche più diverse, l’hanno capito e hanno seguito in attento silenzio l’ora e un quarto di questo racconto musicale, per applaudire alla fine con un’intensità e un calore speciali. ‘

Giornale della Musica


‘Un viaggio per mare, un viaggio della speranza, un viaggio all’interno della nostra coscienza, una favola senza tempo, l’allegoria di una tragedia contemporanea, un’opera innovativa che condensa il meglio della tradizione madrigalistica per innervarlo in una sperimentazione innovativa, pacata, padrona dei propri mezzi e della propria ambizione.’

Marina Valensise, Le Salon Musical

Le Salon Musical


‘Un momento di intensa bellezza.

Un invito “a sentire”, oltre che a capire.’

Sonia Remoli, E ora teatro

E ora teatro


 ‘L’autrice, che in diverse occasioni ha dimostrato di padroneggiare perfettamente il linguaggio della musica contemporanea, imbastisce un raffinato tessuto sonoro al servizio della macchina scenica.

Nel racconto convergono e si intrecciano diverse tradizioni culturali e musicali, che Colasanti ha saputo mirabilmente fondere all’interno di una orchestrazione ricca di spunti sonori, timbri e tonalità provenienti anche da diverse tradizioni musicali.’

Lorenzo Pompeo, Left

Left


‘Silvia Colasanti dispiega sottigliezze e malinconie in una musica contemporanea che si ascolta con gusto, si sente come la compositrice ami predecessori come Britten. In un’ora la partitura tocca più registri, sa commuovere, nelle sonorità e nelle vocalità disegna il dramma, la speranza, la paura, il sogno di questi migranti, nel finale con il canto infantile sfiora o anzi tocca quella dolcezza sublime e struggente raggiunta anni fa con la sua opera Minotauro. ‘

Stefano Miliani, Giornale dello Spettacolo

Giornale dello Spettacolo


Un atto unico di 70 minuti, incredibilmente emozionante e commovente a cui auguriamo tutto il successo che merita. 

Loredana Margheriti, Progetto Italia News

Progetto Italia News


‘Sembrerebbe che comporre un’opera lirica oggi sia possibile. Intendo dire che è possibile realizzare un racconto musicale in 7 quadri tratto dall’attualità e profondamente significativo sul piano intimo. Qui c’è con uno strato sonoro che attiva il DNA musicale di cui siamo fatti cacciando intellettualismi da accapponare la pelle. C’è una vocalità che mischia cautamente l’impostazione lirica, il parlato, il canto naturale.’

Ippolita Papale, Inside the Show

Inside the Show